Tutela delle minoranze. La Legge 482/1999 tra radici europee e risultati italiani

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Radici europee e risultati italiani. Sono, nel bene e nel male, le caratteristiche di fondo della legge 482/1999, Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche. Queste peculiarità sono state sottolineate nei diversi interventi che hanno caratterizzato l’incontro che si è tenuto lo scorso 15 dicembre a Udine nella Sala Corgnali e Sezione Moderna della Biblioteca civica ‘V. Joppi’, proprio in occasione del diciottesimo anniversario della promulgazione di quel provvedimento, approvato in via definitiva dal Senato il 25 novembre 1999.

La ricorrenza è stata ricordata nell’ambito del progetto RegjonEurope_ResonEurope, realizzato dalla cooperativa Informazione Friulana con il sostegno del Consiglio regionale della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, con un confronto a più voci, coordinato dal giornalista e ricercatore Marco Stolfo, sulla storia, sui contenuti e sull’applicazione di quel provvedimento. Ne hanno discusso, in particolare, Jole Namor, presidente del circolo culturale Ivan Trinko e già presidente del Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena, e Diego Navarria, sindaco di Carlino e presidente dell’Assemblea della comunità linguistica friulana.

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Assente giustificata Velia Plozner, componente della Commissione regionale per le minoranze di lingua tedesca, hanno contribuito alla discussione anche Walter Tomada, giornalista, insegnante e presidente del comitato tecnico di Docuscuele, il centro regionale di documentazione, ricerca e sperimentazione didattica per la scuola friulana, e Claudio Cressati, docente di Culture politiche in Europa all’Università di Udine.
I partecipanti si sono trovati d’accordo sulla rilevanza storica della prima legge statale di tutela delle minoranze, sul fatto che l’approvazione di quel provvedimento sia stata favorita sia dalle mutate condizioni geopolitiche continentali che dalla particolare determinazione che esponenti delle comunità friulana e slovena hanno manifestato almeno dall’inizio degli anni Settanta del secolo scorso nel rivendicare l’esistenza di apposite norme di tutela a livello statale.

C’è stata altresì un’intesa di fondo anche in merito alle tante difficoltà incontrate in questi anni nell’attuazione della legge stessa. Lo ha sottolineato Diego Navarria, con riferimento tanto alla scuola e agli usi delle lingue minoritarie nella pubblica amministrazione e nelle istituzioni, ambiti in cui in prevalenza non si è ancora riusciti a passare dalla sperimentazione alla normalità, complice anche il notevole calo dei già limitati finanziamenti statali, quanto al servizio pubblico radiotelevisivo, settore nel quale forse inizierà a muoversi qualcosa nel 2018. Lo ha ricordato anche Jole Namor, che ha inoltre aggiunto un paio di considerazioni su alcune conseguenze che la 482/1999 ha avuto sulle minoranze linguistiche del Friuli-VG.

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In termini positivi ciò ha comportato un riconoscimento formale e condiviso della loro esistenza, delle loro specificità e dell’importanza della loro tutela, che ha trovato ulteriori conferme nella legge 38/2001 e nella legislazione regionale di settore degli ultimi dieci anni. In questo ambito – ha aggiunto Namor – va ricordata l’azione del Comitât/Odbor/Komitaat/Comitato 482, che aggrega entità espressione delle comunità friulana, slovena e tedesca del Friuli allo scopo di stimolare in maniera unitaria le istituzioni regionali e statali a dare risposte efficaci alle istanze di tutela e valorizzazione.

Nel corso dell’incontro l’attenzione è stata puntata altresì sulle recenti conferenze regionali di verifica circa l’attuazione delle leggi 26/2007 e 29/2007, sulla necessità di maggiore determinazione da parte della Regione nell’esercizio della propria autonomia speciale, che nelle minoranze e nella loro tutela trova le proprie ragioni e finalità fondamentali, e sull’opportunità che la stessa Regione acquisisca piene competenze in campo scolastico e che, se si procederà a una riforma dello Statuto, questo evidenzi maggiormente il profilo multilingue e multiculturale del Friuli e dell’area triestina.
Il progetto RegjonEurope_ResonEurope continua con le ultime puntate della rubrica radiofonica su Onde Furlane (90.00 Mhz, 90.200 Mhz e www.ondefurlane.eu) sino al 31 dicembre prossimo.

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