Le conclusioni di LINGUA +: c’è bisogno di un plurilinguismo più diffuso e consapevole

Una situazione che presenta luci ed ombre. È quella del plurilinguisimo nella nostra regione, nella quale per un verso c’è una diffusa consapevolezza circa l’importanza del pluralismo linguistico e per l’altro permangono vecchi pregiudizi. Il tutto è emerso nel corso del progetto LINGUA +, realizzato dall’associazione di promozione sociale e culturale KLARIS con il sostegno della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e con la collaborazione e il patrocinio di diverse istituzioni e entità pubbliche e private, proprio allo scopo di promuovere l’educazione plurilingue, nelle famiglie e nella società.

L’iniziativa, che si è sviluppata nell’arco di quattro mesi, con i laboratori di animazione multiculturale e plurilingue per bambini dal titolo Le lingue sono come le ciliegie…, gli incontri formativi/informativi per tutti e in particolare per genitori e insegnanti e la serie di trasmissioni radiofoniche tematiche, inserite nel palinsesto di Radio Onde Furlane, che possono essere riascoltate in rete agli www.ondefurlane.eu e https://klarisweb.wordpress.com/radio, si è conclusa lo scorso 26 giugno con la conferenza finale che si è tenuta a Udine, nell’aula D del Polo economico e giuridico dell’Università, in Via Tomadini 30.

Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto della situazione circa l’attività svolta in questi mesi, le indicazioni raccolte e i risultati conseguiti. Ne hanno parlato, in particolare, la presidente di KLARIS, Dorota Stromidlo, Fabiana Fusco, docente di Linguistica educativa e Teoria e storia della traduzione dell’Università di Udine ed esperta di sociolinguistica e plurilinguismo, che ha affrontato il tema ‘Plurilinguismi e educazione plurilingue tra scuola e società’, il presidente dell’ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane), Lorenzo Fabbro, con un contributo dal titolo ‘Plui lenghis par cressi, plui lenghis par vivi miôr’, e Marco Stolfo, giornalista e ricercatore, componente del direttivo di KLARIS, che si è concentrato su ‘Cittadinanza plurilingue e società multilingue’.

È stato ribadito in particolare quanto il plurilinguismo, nelle sue diverse dimensioni (le lingue proprie della nostra comunità, a partire da quelle in condizione di minoranza come friulano, sloveno e tedesco, le lingue introdotte nel nostro territorio per effetto dei diversi flussi migratori in entrata e in uscita e le lingue di maggior diffusione mondiale), costituisce un valore, un diritto e un’opportunità per tutti.

Sono stati ripresi anche altri temi, toccati nel corso dei diversi incontri realizzti tra marzo e giugno. In campo didattico è stata ribadita la necessità, evidenziata già durante l’evento del 22 giugno scorso da Matteo Fogale, insegnante di scuola superiore e coordinatore della rete La lavagne plurilingâl, di potenziare l’utilizzo della metodologia CLIL (insegnamento integrato di lingue e discipline utilizzando le lingue stesse) nella direzione di un «PluriCLIL», un CLIL plurilingue, «in cui non si impara solo la lingua e la singola materia ma si impara ad imparare e ad utilizzare in maniera dinamica le lingue».

È stato sottolineato anche il ruolo, finora un po’ contraddittorio, dei media in questo campo, di cui aveva parlato a suo tempo già la giornalista Erika Adami, ed è stato ricordato come, nel rapporto tra scuola e famiglia, si presentino dinamiche «strane»: ci sono insegnanti molto attenti alla diversità linguistica dell’ambiuenta, ma capita ancora di sentire maestre delle scuole dell’infanzia e delle elementari esprimere preoccupazioni (di fatto totalmente ingiustificate) in merito al fatto che ci siano bambini educati in famiglia con una lingua diversa dall’italiano, si tratti dell’albanese, dell’arabo e del rumeno (o di altre lingue di immigrazione) oppure del friulano o dello sloveno, che per certi versi, nonostante l’articolo 6 della Costituzione e la normativa statale e regionale a tutela delle minoranze linguistiche, sono percepiti come ancor più «problematici» (sic!).
Pare pertanto necessario continuare a dare vita iniziative di formazione, promozione e sensibilizzazione a sostegno del plurilinguisimo, sia nella scuola che nella società.
C’è bisogno di più educazione plurilingue e di maggiore consapevolezza al riguardo.

Hanno preso parte alla tavola rotonda finale anche diversi rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni, che sono stati coinvolti da KLARIS nella realizzazione del progetto LINGUA +: l’ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane), l’Università degli studi di Udine, il Comune di Udine, il Comune di Carlino, il Comune di Martignacco, la cooperativa Informazione Friulana, l’associazione 0432, l’associazione Mediatori di Comunità, l’Istituto comprensivo statale con insegnamento bilingue sloveno-italiano di San Pietro al Natisone, l’associazione Mitteleuropa, il Club Unesco di Udine, il Centro per lo sviluppo transnazionale tra l’Italia e la Russia e le Parrocchie di Santa Margherita del Gruagno e Nogaredo di Prato.

Hanno portato il loro contributo, tra gli altri, il sindaco di Carlino e presidente dell’Assemblea della Comunità linguistica friulana, Diego Navarria, l’assessore all’innovazione del Comune di Udine, Daniela Perissutti, e l’assessore alla cultura del Comune di Martignacco, Antonella Orzan.

Ulteriori informazioni in merito all’associazione e al progetto LINGUA + sono disponibili in rete all’indirizzo https://klarisweb.wordpress.com.

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